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Avatar di Luca Brizzi

Il punto che mi resta addosso del tuo campione non è lo zero su cinquanta, è la riga sulle linee guida: conta la data di generazione dell'immagine, non quella di pubblicazione. Un obbligo che dipende da un dato che la filiera non registra in modo sistematico nel momento in cui nasce rischia di poter essere affermato, ma difficilmente dimostrato, sia da chi deve contestarlo sia da chi deve dimostrare di aver adempiuto.

Lavoro in un settore dove la prova si costruisce durante l'operazione, non si ricostruisce dopo: le evidenze che documentano un volo nascono insieme all'operazione e, se mancano, non c'è racconto successivo che possa sostituirle.

L'articolo 50 crea un problema analogo per chi deve dichiarare l'uso dell'AI, ma nella filiera che descrivi, fotografo, agenzia, portale, oggi quella traccia non sembra essere prodotta in modo sistematico. La marcatura leggibile dalle macchine, quando arriverà secondo le linee guida che citi, potrà dire che un'immagine è stata generata o manipolata; non necessariamente chi ha deciso di usarla, quando lo ha deciso e sotto la responsabilità di chi.

La mia impressione è che l'etichetta visibile sia la parte facile. La parte difficile è che qualcuno, nella catena, conservi una traccia che potrebbe non avere alcun interesse a conservare.

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