Claude raddoppia i tuoi limiti. E vale 900 miliardi, quasi quanto l'intera Borsa di Milano.
Anthropic è in trattativa per un round da $900 miliardi. Capire cosa significa per chi usa Claude ogni giorno è più urgente di quanto sembri.
📌 Questo articolo è stato scritto il 7 maggio 2026, il giorno dopo l’annuncio ufficiale di Anthropic. I numeri sulla valutazione si basano su fonti Bloomberg, TechCrunch e CNBC di fine aprile 2026. Nessun numero è confermato perché nessun round è ancora chiuso. Ma la direzione è chiara, e vale la pena capirla adesso.
Questa mattina ho aperto X come faccio ogni giorno, prima del caffè
Questa mattina ho aperto X come faccio ogni giorno, prima del caffè.
C’era un messaggio che non mi aspettavo. Rate limit raddoppiati per Claude. Niente più “penalità” nelle ore di punta. API Opus con soglie molto più alte. Ho letto il comunicato, ho controllato le date, ho riletto una seconda volta.
La reazione immediata è stata semplice: finalmente. Chiunque usi Claude Code in modo intenso sa quanto erano fastidiosi quei tagli al rallentatore durante le ore di punta. Finire il limite a metà pomeriggio di un mercoledì, quando sei nel mezzo di un progetto, è una delle esperienze più frustranti degli ultimi mesi.
Ma poi mi sono fermato. E mi sono fatto una domanda che di solito non ci facciamo mai quando arriva una buona notizia da un servizio che usiamo:
perché adesso? Da dove arriva questo compute? Chi ha deciso cosa, con chi, e in cambio di cosa?
La risposta è una storia che vale la pena leggere tutta. Perché cambia il modo in cui dovresti pensare a Claude, non solo come strumento, ma come infrastruttura.
Il comunicato del 6 maggio: cosa è cambiato davvero
Il comunicato Anthropic del 6 maggio 2026 contiene tre notizie concrete.
La prima: i rate limit a cinque ore di Claude Code raddoppiano per tutti i piani a pagamento, Pro, Max, Team e Enterprise.
La seconda: la riduzione dei limiti nelle ore di punta viene rimossa per i piani Pro e Max.
La terza, quella più tecnica ma forse più importante per chi sviluppa: i rate limit per le API di Claude Opus salgono in modo significativo.
I nuovi limiti API per Claude Opus:
Piano Richieste al minuto Token al minuto Token al giorno Free 5 20.000 300.000 Pro / Max 50 200.000 5.000.000 Team 80 320.000 10.000.000 Enterprise Personalizzato Personalizzato Personalizzato
Nella versione pratica: se prima finivi il tuo budget API di Opus a metà mattina durante un giorno intenso, adesso hai margine per lavorare per tutta la giornata senza pensarci.
Non è un cambiamento cosmético. Per chi costruisce prodotti su Claude, è la differenza tra un servizio professionale e uno che si spegne nel momento sbagliato.
Ma la domanda giusta non è “cosa cambia nelle tue API.”
La domanda è: perché Anthropic ha potuto fare questa mossa adesso, e non tre settimane fa? La risposta sta a Memphis, Tennessee.
Il paradosso Musk: 94 giorni che raccontano tutto
Il 6 febbraio 2026, Elon Musk scriveva su X una frase che circolava ovunque: “Anthropic hates Western Civilization.”
Pochi giorni prima aveva scritto che era l’azienda più ipocrita del settore. In mezzo: accuse di furto di dati, critiche alla filosofia di sicurezza di Anthropic, attacchi personali a Dario Amodei.
Il 6 maggio 2026, 89 giorni dopo, Musk scriveva ancora su X:
“Ho trascorso molto tempo con i membri senior del team Anthropic. Sono rimasto colpito. Tutti quelli che ho incontrato erano altamente competenti e si preoccupavano sinceramente di fare la cosa giusta.”
E annunciava il contratto.
Lo stesso giorno, Anthropic pubblicava il comunicato sui nuovi limiti di Claude. Il collegamento è diretto: i 300 megawatt e 220.000 GPU NVIDIA di Colossus 1, il data center che xAI (ora SpaceXAI) aveva costruito a Memphis, sono la fonte del compute che permette i nuovi rate limit.
Puoi leggere questa storia come un gossip su due personalità forti che si riconciliano.
Ma sarebbe la lettura sbagliata. La lettura giusta è più semplice: Colossus 1 era semivuoto. xAI, ora assorbita in SpaceX, non generava abbastanza richieste per riempire un data center da 220.000 GPU.
Anthropic aveva una fame di compute che non riusciva a soddisfare abbastanza in fretta con gli accordi in pipeline. Due problemi. Una soluzione.
I principi dichiarati su X durano meno di un trimestre fiscale, e questo vale in entrambi i sensi.
Una domanda che probabilmente non ti sei fatto
Sai su quale infrastruttura gira Claude mentre lo usi? Non in astratto. Fisicamente.
Sai quante aziende concorrenti tra loro alimentano il servizio che usi ogni giorno?
Sai che il “safety lab” più citato come alternativa etica a OpenAI è in questo momento in guerra legale con il governo americano per difendere la propria autonomia, e simultaneamente in trattativa per una valutazione di 900 miliardi di dollari?
Non è una critica. È una mappa. E avere la mappa cambia come ci si orienta.
Chi c’è dentro: il portafoglio di accordi che nessuno ha messo insieme
L’annuncio SpaceX di ieri non è un evento isolato. È l’ultimo pezzo di un portafoglio di accordi che Anthropic ha costruito in pochi mesi e che, visto tutto insieme, racconta qualcosa di molto più grande.
Amazon. Un accordo fino a 5 gigawatt di capacità compute, con quasi 1 gigawatt disponibile già entro fine 2026. Amazon ha anche annunciato un investimento aggiuntivo di 25 miliardi in Anthropic. Non è un accordo commerciale. È una fusione strategica dell’infrastruttura. Claude gira su AWS Trainium. Anthropic ha integrazione nativa con Bedrock.
Google e Broadcom. Un accordo da 5 gigawatt, che inizierà a essere operativo nel 2027. Google ha annunciato un investimento fino a 40 miliardi in Anthropic, 10 in cash immediato alla valutazione di 350 miliardi.
Claude gira su Google TPU. Vertex AI lo integra nativamente.
Microsoft e NVIDIA. Una partnership strategica che include 30 miliardi di dollari di capacità Azure. Microsoft ha dichiarato che continuerà a lavorare con Anthropic anche durante la fase di disputa con il governo americano. Claude è accessibile tramite Azure AI Foundry.
FluidStack. Un investimento da 50 miliardi in infrastruttura AI americana. Meno noto, ma indicativo della scala a cui Anthropic sta operando.
SpaceX (Colossus 1). 300 megawatt immediati, 220.000 GPU NVIDIA, operativo nel giro di un mese. Con interesse dichiarato a sviluppare compute orbitale multi-gigawatt per il futuro.
Metti insieme questi numeri: 10 gigawatt di capacità in pipeline, più 300 megawatt immediati. Per dare un parametro: un gigawatt è abbastanza energia per alimentare una città di mezzo milione di persone.
La cosa che colpisce non è la scala. È la lista dei partecipanti. Amazon e Google sono concorrenti diretti nel cloud. Microsoft e Google si contendono le stesse aziende enterprise. SpaceX era di proprietà di qualcuno che definiva Anthropic “il nemico.” Tutti, nessuno escluso, hanno firmato con Anthropic nello stesso trimestre.
Quando tutti i big player di un settore scelgono lo stesso fornitore, smette di essere un fornitore. Diventa infrastruttura.
Da $61 miliardi a $900 miliardi in 14 mesi
Marzo 2025: Anthropic valeva 61,5 miliardi di dollari.
Settembre 2025: 183 miliardi.
Febbraio 2026: 380 miliardi, nel round considerato fino a quel momento il secondo più grande della storia del venture capital privato.
Fine aprile 2026: Bloomberg e TechCrunch riportano offerte da investitori per un round da 50 miliardi a valutazione 850-900 miliardi, potenzialmente superiore a OpenAI.
In 14 mesi, la valutazione è cresciuta di circa 15 volte.
I numeri di fatturato seguono la stessa traiettoria. A fine 2025 il run rate annualizzato era circa 9 miliardi di dollari. A fine marzo 2026 aveva superato i 30 miliardi dichiarati, con fonti interne che parlano di 40 miliardi reali. Nel 2025 completo, Anthropic aveva fatturato circa 10 miliardi. Triplicato in quattro mesi. Non è un errore tipografico.
Cosa sta guidando questa crescita? Principalmente due cose.
La prima è Claude Code, l’assistente di coding che genera una parte sproporzionata del fatturato. La seconda è l’enterprise: oltre 1.000 clienti business spendono più di un milione di dollari l’anno per accedere a Claude.
Un IPO è considerato possibile per ottobre 2026. Fermati un secondo su questo numero: 900 miliardi. La capitalizzazione di borsa di tutte le aziende quotate sulla Borsa di Milano vale circa 750-800 miliardi di euro. Anthropic, una società privata fondata nel 2021 da persone uscite da OpenAI, vale potenzialmente più dell’intera economia quotata italiana.
Questo ridefinisce la categoria a cui appartiene Claude. Quando usi un’app da 10 milioni di valutazione, usi un prodotto. Quando usi un servizio da 900 miliardi, stai usando qualcosa che assomiglia molto di più a un’infrastruttura critica. Le infrastrutture critiche non fanno sconti. Cambiano i prezzi quando ne hanno bisogno. Diventano dipendenze strutturali.
La guerra con il Pentagono: la contraddizione più interessante
C’è una parte della storia di Anthropic che non finisce sulle homepage dei giornali tech italiani, ma che è la più rilevante per capire cosa sta succedendo davvero.
Nell’estate del 2025, il Dipartimento della Difesa americano firma un contratto da 200 milioni con Anthropic. Claude diventa il primo modello AI a essere integrato sui network classificati del Pentagono. Un accordo storico, presentato come il modello di come i “safety lab” potevano lavorare con il governo.
Poi le trattative si inceppano. Il Pentagono vuole accesso illimitato a Claude per “tutti gli scopi leciti.” Anthropic dice no su due punti specifici: le armi autonome e la sorveglianza di massa dei cittadini americani.
In risposta, il Segretario alla Difesa Pete Hegseth dichiara Anthropic un “supply chain risk.” Prima volta nella storia americana che questa designazione viene usata contro un’azienda americana. Trump pubblica su Truth Social un ordine alle agenzie federali di smettere di usare Claude. Anthropic fa causa al governo americano in due tribunali distinti.
La giudice Rita Lin, nel suo ordine del 26 marzo 2026, scrive:
“Nulla nello statuto vigente supporta la nozione orwelliana che un’azienda americana possa essere etichettata come potenziale avversario e sabotatore degli Stati Uniti per aver espresso disaccordo con il governo.”
Blocca il blacklist come incostituzionale. La lite è ancora in corso.
Nel mezzo di tutto questo, OpenAI firma un accordo con il Pentagono. Nelle stesse ore in cui Anthropic veniva blacklistata, Sam Altman annunciava l’accordo militare. Poi, il 6 maggio, Anthropic firma con SpaceX: la stessa SpaceX che ha assorbito xAI, il cui proprietario era alleato dell’amministrazione che aveva blacklistato Anthropic.
Questo non è uno scandalo. È semplicemente come funziona il mercato del compute nel 2026. Ma se stai usando Claude pensando di usare lo strumento di un “safety lab” con principi chiari e coerenti, vale la pena sapere in quale ecosistema quel lab opera.
Il problema europeo: chi decide dove va il compute
Anthropic ha dichiarato una cosa precisa nel comunicato di ieri: la loro espansione internazionale avverrà in “paesi democratici dove il framework legale e la supply chain supportano investimenti di questa scala.”
È una frase che sembra neutra. Non lo è.
L’Europa ha la normativa AI più articolata del mondo, l’AI Act. Ha il GDPR. Ha il Digital Markets Act, che sta investigando Amazon Web Services e Microsoft Azure come potenziali gatekeeper del cloud. Come ho scritto nell’articolo su come l’AI Act riguarda i fotografi europei, la regolamentazione europea è ambiziosa e concreta. Ma i numeri raccontano un’altra storia.
La spesa europea totale in cloud sovrano nel 2026 è stimata in 10,6 miliardi di euro. Amazon da sola spende 170 miliardi di dollari in AI infrastructure nello stesso anno. Sedici volte di più. Il CEO di Mistral AI, Arthur Mensch, ha detto una cosa precisa: “Non puoi regolamentarti fino alla supremazia computazionale.”
C’è poi il tema del compute orbitale. Nel comunicato di ieri, Anthropic dichiara interesse a sviluppare con SpaceX “gigawatt di capacità compute orbitale.” Server in orbita bassa. Nessuna giurisdizione nazionale. Nessun GDPR applicabile. Il dibattito sulla sovranità digitale europea diventa strutturalmente più complicato nel momento in cui il compute si sposta a 550 chilometri di quota.
Cosa cambia per te oggi, concretamente
Torniamo al livello pratico, perché è quello che interessa di più nella giornata di lavoro.
Se usi Claude Code su piano Pro o Max: i rate limit a cinque ore raddoppiano. Non troverai più il messaggio di limite a metà pomeriggio durante le ore di lavoro standard europee. Questo era il problema principale. È risolto.
Se sviluppi prodotti sull’API di Claude Opus: le nuove soglie cambiano in modo significativo cosa puoi costruire in produzione senza dover gestire code di retry o fallback costanti. Claude Opus è il modello più capace, ed era anche il più razionato. Adesso è più accessibile.
Se sei su piano Team o Enterprise: il raddoppio vale anche per te, con le stesse condizioni.
Per i fotografi e i creativi che usano Claude come strumento di workflow, il cambiamento è meno drammatico perché l’uso tipico non è API ma chat. Ma se stai costruendo automazioni, se stai usando Claude tramite plugin, se stai integrando API per lavori client: adesso hai il doppio del margine.
Come ho analizzato guardando i dati sull’impatto AI nel mercato del lavoro, il cambiamento reale non arriva in un momento. Arriva attraverso l’accumulo di piccoli miglioramenti che rendono uno strumento sempre più integrato nel flusso di lavoro quotidiano. Questo è uno di quei momenti.
Come ho cambiato il modo in cui penso a Claude
Ho scritto la mia prima richiesta in chat, il 30 novembre 2022 con ChatGPT. Ho aperto Claude al lancio nel marzo del 2023 e da allora non l’ho mai più abbandonato. In quei mesi, il modo in cui lo pensavo era semplice: uno strumento molto capace, come Lightroom o Photoshop, che potevo usare o non usare. Se domani Anthropic chiudesse o cambiasse i prezzi, avrei trovato un’alternativa, mi dicevo.
Quel frame non regge più.
Claude oggi è integrato nel mio modo di lavorare a un livello che non riguarda solo la comodità.
Uso Claude per strutturare ricerche, per la prima stesura di articoli come questo, per analizzare dati dei miei corsi, per costruire tool automatizzati, agenti che lavorano per me, applicazioni che mi semplificano la vita. Come ho descritto nell’articolo su come Claude sta cambiando il lavoro dei fotografi come dei programmatori, c’è un Paradosso di Jevons in corso: più il servizio è accessibile, più lo uso, più dipendo dall’accessibilità.
E quando un servizio di cui dipendi è gestito da un’azienda che vale potenzialmente 900 miliardi e che ha accordi con tutti i principali cloud provider del pianeta, smetti di pensarla come una startup che potrebbe chiudere. Inizi a pensarla come qualcosa che potrebbe cambiare i prezzi, cambiare le condizioni, cambiare i termini. Come fanno le infrastrutture.
Questo non è un motivo per smettere di usarla. È un motivo per usarla con consapevolezza diversa.
Le tre domande che vale la pena farti adesso
La prima: sai distinguere tra uno strumento che usi e un’infrastruttura da cui dipendi? Non è una domanda filosofica. È operativa. Se Claude alzasse i prezzi del 50% domani, cosa faresti? Se non hai una risposta chiara, sei in territorio dipendenza. (io pagherei - ho abbonamento Max da 100€ mese)
La seconda: hai una strategia di ridondanza? Non sto dicendo di non usare Claude. Sto dicendo che qualunque servizio critico nel tuo workflow dovrebbe avere un backup pensato, anche parziale. Claude Code più Cursor? Claude API più Gemini API per i casi meno critici? Quale parte del tuo workflow si fermerebbe se Claude avesse un downtime prolungato? Ne ho parlato qui: Mi hanno chiuso l’account di Claude
La terza: il fatto che Claude valga 900 miliardi e abbia accordi con tutti i big tech cambia il modo in cui lo integri nel tuo lavoro? Non necessariamente nel senso di usarlo meno. Ma forse nel senso di capire meglio su cosa stai costruendo, e con quali garanzie.
I limiti che si raddoppiano e cosa raccontano davvero
Questa mattina ho visto il messaggio sui limiti raddoppiati. La reazione immediata era corretta: buona notizia, finalmente.
Ma la storia dietro quella buona notizia è questa. I limiti si raddoppiano perché Anthropic ha firmato un contratto con SpaceX, azienda di un uomo che tre mesi fa la chiamava nemica della civiltà occidentale. Quei 220.000 GPU in più esistono perché il data center di Memphis era semivuoto e SpaceX va in IPO a giugno e aveva bisogno di un cliente nominale da mostrare agli investitori. Tutto questo avviene mentre Anthropic litiga in tribunale con il governo americano, è in trattativa per una valutazione di 900 miliardi, e ha accordi simultanei con i quattro grandi cloud provider che teoricamente si fanno concorrenza tra loro.
Non è una storia di tradimento o di ipocrisia. È la storia di come si muove un’infrastruttura critica quando raggiunge questa scala.
Il servizio che usi ogni giorno per scrivere, per analizzare, per costruire tool, non è un’app.
È diventato qualcosa di più simile all’elettricità.
Funziona sempre, finché funziona. Non sai esattamente da dove viene. E quando alzano la bolletta, non hai molta scelta.
Saperlo non cambia come lo usi. Cambia come lo pensi. Ed è un pensiero che vale la pena avere adesso, prima che diventi ancora più difficile da separare.
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Fonti
Anthropic — Higher usage limits for Claude and a compute deal with SpaceX, 6 maggio 2026
CNBC — Anthropic, SpaceX announce compute deal that includes space development, 6 maggio 2026
Bloomberg — Anthropic Weighs Funding Offers at Over $900 Billion Valuation, 29 aprile 2026
CNBC — Anthropic officially told by DOD that it’s a supply chain risk, 5 marzo 2026
Euronews — Will Big Tech’s colossal AI spending crush Europe’s data sovereignty?, 16 febbraio 2026
Gizmodo — Elon Musk Teams Up With Anthropic, a Company He’s Called Evil, 7 maggio 2026













Ottima notizia il raddoppio dei limiti che effettivamente erano davvero troppo bassi, ma quello che continuo a non spiegarmi è perché Cowork non funziona su Mac con processore Intel.
Ho Cowork su Windows e su Linux. Sul mio iMac con OS Ventura (non aggiornabile ufficialmente) non funziona! Tra l'altro l'avviso di Claude è che dovrei aggiornare il Mac ma poi scopro che non basterebbe, ci vuole anche un processore Apple! La cosa incredibile è che il PC con Linux dove Cowork funziona alla grande è un PC si recupero dove ho installato Ubuntu per gioco. Più che un pc è un tablet di scarsa qualità con una tastiera. Personalmente penso che questo limite sui Mac Intel sia più un accordo con Apple che un reale limite tecnico che a quanto pare sembra insuperabile.